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Martedì 3 Marzo 2026
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Nonostante le 3.850 entrate previste dalle imprese lucane per febbraio 2026, il mercato del lavoro regionale evidenzia una marcata fragilità strutturale: solo il 12% dei contratti offerti sarà stabile, mentre la stragrande maggioranza degli inserimenti avverrà con formule a tempo determinato o altre forme contrattuali con durata predefinita: lo rivela il consueto monitoraggio mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro.
A fronte di un volume complessivo di 3.850 entrate programmate nel mese (che salgono a 13.240 se si considera il trimestre febbraio-aprile), il dato più eclatante riguarda dunque la natura dei rapporti di lavoro. In Basilicata, ben 88 casi su 100 vedranno l'attivazione di contratti a termine, lasciando ai contratti “stabili” (tempo indeterminato o apprendistato) una quota residuale del 12%.
Un altro elemento di criticità è rappresentato dal basso assorbimento di figure ad alta specializzazione. In regione, solo l'11% delle entrate sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, un valore significativamente inferiore alla media nazionale del 18%. Questo si riflette anche nei livelli di istruzione richiesti: solo l'8% dei nuovi inserimenti riguarderà personale laureato, mentre la quota maggiore è riservata a chi possiede una qualifica professionale (35%) o il diploma di scuola media superiore (22%).
Nonostante una domanda molto focalizzata su profili basici - la domanda è trainata dagli operai specializzati e conduttori di impianti (44%), seguiti dai profili generici (25%) e dalle professioni commerciali e dei servizi (15%) -, le imprese segnalano ancora forti ostacoli nel reperimento di personale: in 42 casi su 100 le aziende prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.
Il segmento più attivo a febbraio è quello dei Servizi (1.550 assunzioni), seguito dal Primario (1.260) e dall’Industria (1.040).
Per quanto riguarda le categorie specifiche, il 20% delle opportunità è riservato ai giovani sotto i 30 anni, mentre una quota consistente, pari al 32%, è destinata a personale immigrato.
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